MONK ETNOJAZZ ORKESTRA

Suoni popolari di sicilia dall'impronta jazz

The project

Il progetto Monk Etnojazz Orkestra nasce dal desiderio di coniugare suoni appartenenti alla musica popolare siciliana con il patrimonio jazzistico dell’isola. Il contributo dei musicisti siciliani alla nascita del jazz è stato determinante: la tradizione bandistica, molto diffusa nel territorio dell’isola a fine ‘800, ha contaminato notevolmente tramite gli emigrati isolani la musica del Nuovo Mondo creando sonorità che al tempo diedero un impulso fondamentale alla nascita e allo sviluppo del jazz. Un esempio è la storia di Nick La Rocca che si intreccia con quella di un popolo di emigrati: 300.000 che dal 1884 al 1924 salpavano da Palermo alla volta di New Orleans in cerca di condizioni meno misere. Figlio di un ciabattino emigrato, cominciò a suonare in piccoli gruppi e orchestre arrivando all’incisione del primo disco jazz della storia nel 1917 con l’Original Dixieland Jazz Band. Le opportunità offerte dalla musica proveniente dal Nuovo Continente allo strumentario tradizionale riferibile alla musica popolare siciliana sono di arricchimento non solo tecnico, armonico, melodico e ritmico ma anche culturale, in questo senso l’innesto degli strumenti come zampogne, organetto diatonico, marranzano e tamburello costituiscono nuova linfa sonora nel discorso compositivo.

L’intenzione di sfruttare le sonorità degli strumenti etnici/tradizionali comporta l’esigenza di creare nuove composizioni originali che andranno a costituire l’intero repertorio dell’ensemble in questione valorizzandone le caratteristiche timbriche. Le composizioni e gli arrangiamenti saranno commissionati a musicisti di provata esperienza nell’ambito del jazz orchestrale, quali Seby Burgio, Nello Toscano, Dino Rubino, salvo Barbagallo, Giampiero Cannata.
Una residenza artistica sarà finalizzata ad arrangiare e selezionare il repertorio del concerto. La produzione per il primo anno sarà ospitata nel calendario di Alkantara Fest, a fine luglio in provincia di Catania con un ricco programma di concerti, workshop, attività per famiglie e una selezione di artisti internazionali di genere world music e folk. Il festival predilige le contaminazioni di stili e l’impiego di giovani musicisti siciliani ed è pertanto entusiasta di raccogliere la nostra proposta che sarà piazzata in posizione predominante a chiusura del festival in prima serata sul palco principale.
Inoltre sarà presentata all’interno del Festival Mediterraneo Jazz organizzato a Selinunte dall’Associazione Curva Minore di Palermo, che rappresenta un appuntamento tra i più attesi del panorama jazzistico isolano, sia per la sua valenza artistica che per quella emozionale. E infine nel calendario del Summer Fest del Comune di Catania. 

La formazione orchestrale sarà composta da 15 musicisti: due trombe, due tromboni, due sax alto, un sax tenore, un sax baritono, pianoforte, contrabbasso, batteria, percussioni etniche, strumenti a plettro etnici, zampogna e organetto diatonico, canto. I musicisti che faranno parte dell’organico orchestrale appartengono alla realtà jazzistica nazionale e internazionale: alcuni come Dino Rubino, Nello Toscano, Carlo Cattano, Rino Cirinnà, Tony Cattano, Peppe Tringali hanno dato un importante impulso alla vita musicale a livello regionale e nazionale, altri come Marco Caruso, Diego Cassarino, Stefania Patanè e Fabio Tiralongo sono talenti emergenti di grande spessore musicale e interpretativo. Il direttore Giuseppe Privitera, musicista, didatta e ricercatore, ha dato un impulso incisivo al miglioramento della qualità di vita di giovani residenti in aree deprivate del territorio catanese tramite un lavoro più che decennale che ha portato alla formazione di diverse orchestre scolastiche e non, le quali nel tempo hanno accolto ragazzi e ragazze provenienti da ogni parte della Regione.

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